imageNessuno può negarlo: viviamo in un mondo immerso nel marketing, almeno da quando è stato scoperto  che la pubblicità, quando si tratta di influire sulla mentalità e sul comportamento degli uomini, funziona benissimo. 

Oggi, come allora, il marketing è ancora generalmente ben lontano dall’essere conforme a standard morali elevati, ma – chi l’avrebbe mai detto – il passato è depositario di una serie infinita di episodi che potrebbero far ricredere chiunque sul significato reale di “politically correct”. A costo di sembrare ridondanti e demagogici, i tempi – purtroppo o per fortuna – sono cambiati lasciando intatti solo gli aloni più scuri dell’ipocrisia. La stessa ipocrisia, ad esempio, che fece partorire il primo annuncio smaccatamente sessuale della storia ad una donna o che spinge le compagnie farmaceutiche americane a spendere più nella pubblicità che nella ricerca.

Ma anche questi, che ci piaccia o no, sono pezzi di storia che è bene conoscere. Molte delle campagne che vedrete non sembrano avere nulla di eccessivamente grottesco o pletorico, ma la loro smaccata spontaneità verso temi divenuti con il tempo di delicato dibattito pubblico li renderebbe, oggi, quantomeno inappropriati.

Com’era quel detto di spidermaniana memoria sui grandi poteri e sulle responsabilità?


IT’S A MAN’S WORLD


image


image

image

image

image

image

image


IT’S A CHILD’S WORLD

image
image
image


IT’S A SMOKER’S WORLD

image

image

image


IT’S A WHITE’S WORLD

image
image

image

blog comments powered by Disqus
  1. supergi1984 ha rebloggato questo post da allthatweb
  2. sarkiapone ha rebloggato questo post da allthatweb
  3. postato da allthatweb